Soviore è il Santuario Mariano più antico ed uno dei più importanti della Liguria, citato in un documento del 1225. La chiesa ebbe impulso all’epoca della Peste Nera (1348), durante il quale si attrezzò come ricovero per pellegrini. All’interno sono conservati ex voto, un antico organo Agati e una statua lignea della Madonna di origine nord europea (XV Sec.). Cipressi e lecci secolari incorniciano il complesso di edifici.

Sul versante a mare della catena preappenninica delle Cinqueterre, è situato il Santuario mariano più antico della Liguria.
Qui si venera, da oltre milleduecento anni, un’immagine di Nostra Signora, famosa per i suoi miracoli e per l’assiduità e il numero dei pellegrini che lo frequentano.
L’immagine, una statua di legno in un unico blocco, rappresentante la Santissima Vergine seduta con il Figlio morto tra le braccia.

All’avvicinarsi delle orde barbariche di Rotari nel 629, gli abitanti della zona fuggirono verso il mare e, nella valletta sottostante l’attuale Santuario, in località Fontanelle, nascosero sotto terra un’immagine della Madonna. Dopo oltre un secolo, intorno al 740, un sacerdote di Monterosso che andava a caccia, passando all’alba in quel luogo, osservò una colomba bianca che, svolazzando presso una casupola semi diroccata, spariva.
Incuriosito, l’indomani portò sul posto alcuni manovali che, scavando, trovarono una scultura lignea raffigurante la Madonna con in braccio il Figlio morto. Si fa risalire proprio a questo periodo la costruzione della prima chiesa, data che rende quello di Soviore, il pi antico santuario mariano della Liguria. Con il tempo la devozione alla Madonna aumentò tanto che, all’inizio del XIV sec., un nuovo santuario venne costruito sopra alla chiesa del VIII secolo, con la partecipazione economica e lavorativa degli abitanti di Monterosso.

A questo periodo si può far risalire la costruzione della prima parte del porticato adiacente il campanile e della struttura di ospitalità per i pellegrini che in quei tempi andavano, seguendo la via Romea, da Roma a Santiago de Compostela e viceversa.
Nella seconda metà del XVIII secolo avvenne un primo importante restauro del Santuario. Una bella testimonianza la stampa del cartografo Matteo Vinzoni che attesta la situazione in questo periodo.
Dall’11 maggio 1974 la Madonna di Soviore è stata nominata Patrona della diocesi di La Spezia, Sarzana e Brugnato e il Santuario diventato anche da un punto di vista religioso, oltre che storico, il pi importante della diocesi. A partire dal secolo XVIII sono stati prolungati l’edificio e il piazzale.

Sono caratteristici nella parte posteriore i ponti in pietra che immettono nelle stanze del piano superiore. In occasione del Giubileo del 2000 stata effettuata una completa ristrutturazione con lavori di ampliamento. I portici, chiusi agli inizi degli anni 50, sono stati completamente riaperti e risistemati.

La Chiesa

Nelle dimensioni attuali, risale al 1300. Il celebre cartografo Matteo Vinzoni ci fa sapere che poco dopo la met del 700 era divisa a tre navate. In questo periodo fu coperta con la volta attuale; e si racconta che i mattoni, giunti a Monterosso via mare, furono fatti salire fino al Santuario passandoli di mano in mano. La volta, nel 1872, fu affrescata dal prete Mentasti con figure rappresentanti i momenti pi significativi della storia del Santuario.

Nella chiesa si trovano anche alcune tele di scuola genovese, nonchè un organo Agati del 1834, restaurato ed utilizzato non solo per la liturgia, ma anche durante la stagione concertistica.

Da 36 anni il Santuario ospita i più importanti appuntamenti del Festival Internazionale di Musica Cinque Terre organizzati dall’Associazione musicale Cesar Franck, in collaborazione  con il Parco Nazionale delle Cinque Terre. 

La Statua

Essa risale indubbiamente al XIV secolo ed  di origine sveva. La cosa che pi interessa sotto l’aspetto religioso  invece come  rappresentata la pietà Essa non  è pietà addolorata e piangente, rivolta al Cristo morto, secondo la tradizione mediterranea, ma serena e rivolta a chi la guarda, nel gesto di partecipazione alla gioia dell’imminente Resurrezione. Il Cristo, d’altra parte, raffigurato nelle dimensioni del figlio-bambino, ha il capo non reclinato nella morte, ma eretto anch’esso nell’attesa della Resurrezione.

Ogni venticinque anni, in occasione degli anni giubilari, la statua viene portata a Monterosso per essere venerata dagli abitanti del paese ed  grande festa per tutti.

L’Organo

Collocato sul pavimento della navata della chiesa, lo strumento fu costruito nel 1822 dal pistoiese  Giousuè Agati, ed è stato recentemente restaurato dalla Fabbrica d’Organi Comm. Giovanni Tamburini di Saverio Anselmi Tamburini di Crema. Tastiera di 54 tasti.

Pedalieri di 21 pedali con tasto al pedale sempre inserito. Ottava corta. 18 registri spezzati in bassi e soprani.
(Fonte: Associazione Musicale César Franck)

A LITTLE OF HISTORY
A lot of preeminent visitors have been to Soviore. The young emperor Ottone III, when at the beginning of May 996 was going to Rome to be crowned by the Pope, spent the night in Chiesanuova di Levanto, by the Zattera family. Many centuries later San Leonardo da Porto Maurizio, Franciscan, at the end of a mission in Levanto, went with the people to visit the Sanctuary. There have also been miraculous events, properly substantiated.

THE STATUE
The statue, which, up until the seventies, appeared clothed in silk robe and cloak, recently has been brought again to the original appearance. The Mother’s look, more than sorrow, expresses a feeling of serenity and sweetness, almost foreboding the Son’s resurrection.
This image, very similar to those of Suevian origin, has been crowned, ninth in other world, with golden crowns, decreed by the Chapter of the Vatican basilica, the 10th of august 1749. Every twenty-five years is fetched to Monterosso by the sea, where, for eight days, solemn celebrations take place.

THE CHURCH
The present dimensions back up to 1300. The famous cartographer Matteo Vinzoni tells us that a little after the middle of 1700 it was split into three naves ( some of the columns capitals are now in the communication trench under the floor).  At the beginning of 1800 was covered with the present vault; and the story has it that the bricks, arrived to Monterosso by sea, have been sent up to the Sanctuary by passing them from hand to hand.

The priest Mentasti with images depicting the most indicative moments in the Sanctuary’s story has frescoed the vault, in 1872. Always from Vinzoni we know that the present building behind the church, called then “seminario” (seminary) for the summer holiday of the Brugnato seminarists, wasn’t there in 1700. On the square there was only a portion of the present building corresponding to the first four archways. In the XIXth century and on later dates the building and the square have been extended, in other four stages, until the last one in 1929.  In the rearward  are typical the stone bridges that lead to the upper floor rooms.
The porches,  shut at the beginning of the’50s, recently have been reopened and readjusted. In the offing of the 2000’s Jubilee and by the wish of the late rector don Sandro Crippa, other works endowed the Sanctuary with a much bigger restaurant, obtained by digging mount wards; with a conference room, built under the existing parking, and with other chambers, rooms and multifunctional services.
From the Sanctuary square, under the ancient holm-oaks, the eye sweeps toward Monterosso, barely in sight, and the Mesco promontory on the front. Some days, particularly clear, more frequent in late fall and in winter, especially in the morning or in the evening, it’s possible to see:  right of the seer, the Portofino promontory and more offshore the coast and the mountains which dominate Savona; across the Albenga plain sometimes are noticeable the Monviso solitary top and the Maritime Alps.  Almost opposite, as if pointed out by Punta Mesco, the Corsica Mountains peep out.